Rifondazione Comunista Ascoli Piceno

Rifondazione Comunista Ascoli Piceno

• Wednesday 2 June 2010 - Presidio Di Solidarietà

Presidio di solidarietà agli
attivisti internazionali della Freedom Flotilla
diretta a Gaza con aiuti umanitari
per protestare
contro l'attacco atroce dell'esercito israeliano alle navi di pace e
per la liberazione degli attivisti internazionali


Giovedì 3 Giugno 2010
Piazza Simonetti
(davanti la Prefettura)
Ascoli Piceno
dalle 18:30


partecipano: Rifondazione Comunista, Sinistra Ecologia e Libertà emergency, ascoliequosolidale, e tanti altri...

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non mancare!
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• Thursday 20 May 2010 - Articolo di Stefano Sanchini.

Diffondiamo davvero volentieri, questo articolo del poeta Stefano Sanchini apparso sul sito "La Gru - Portale di poesia e realtà".


Lezioni d'archeologia e d'estetica



[di Stefano Sanchini]

tessera_pci.jpg


...fischia il fuoco come la cicala

arde la legna in mezzo alle parole...



In queste pagine cercherò di analizzare la bandiera comunista ormai scomparsa non solo dalla realtà, ma anche dall'immaginario che apparteneva ai molti.

Una lettura quindi di questo reperto archeologico riscoperto sotto gli asfalti di quest'era subdola, poi seguirà una breve lezione d'estetica, come lo fu ad Ascoli nella primavera del 2008, in una lettura di poesia tenutasi nella sede di Rifondazione comunista.


...già da tempo aleggiavano i traditori della tua storia, progettando il tuo assassinio, giustificandolo in nome di una (falsa) modernità, che altro non era che un'operazione di marketing e design, tra loro vi erano arrivisti del potere che avevano ceduto come le altre sinistre ad una politica d'immagine, rispetto ad una politica di ideologia e critica che tu bandiera rappresentavi.

Furono i filosofi seguendo una lunga tradizione e gli artisti a generarti, ma dimoravi nelle viscere del genere umano, poiché subito ti riconobbero anche gli analfabeti di tutto il mondo; tra le bandiere sei l'unica che fu amata dai popoli di tutto il pianeta, facendo comprendere che vi era un unico popolo, il quale restando unito nella lotta avrebbe sostituito la priorità della merce con la priorità della dignità umana.

Tu sognavi con fermezza la parità sociale, l'istruzione e la sanità per tutti.

Volevi liberare gli schiavi, eliminare il razzismo, sfamare i bambini malnutriti....

Chi deteneva il potere e l'informazione ti coprì di calunnie e menzogne; tuttora, anche se ormai è avvenuta la tua scomparsa, continuano a diffamarti poiché hanno ancora paura della tua forza.

Tra i piduisti rappresenti il peggior nemico.

Oggi sono arrivati a paragonarti al nazismo, ma tra le tue idee non progettavi gulag e desideravi con la lotta di classe l'abolizione del potere, dunque se qualcuno ha sbagliato non sei tu, ma gli uomini che ti usarono per le loro visioni e i propri interessi.

Cara bandiera, l'alzaimer sociale fa perdere prima la memoria di un passato recente, dove tu che non governavi l'Italia, tanto sei riuscita lo stesso a fare: riforme per la scuola e per la sanità, regolamentare il lavoro(otto ore lavorative, ferie, malattia, pensioni, vietare lo sfruttamento minorile), tu che per prima pagasti con le vite migliori la tua lotta antifascista.

[L'elenco e la retorica eroica sviliscono la prosa, ma in questo caso necessarie e dovute per ricostruire una memoria storica]

In questa Italia contemporanea si stanno perdendo tutti questi diritti, ritorna a crescere il razzismo, la tratta degli schiavi che lavorano senza essere regolarizzati e in pessime condizioni nelle fabbriche e nei campi del sud, la prostituzione per le strade.

Ovunque si respirano i sintomi di una dittatura e l'informazione è imbavagliata, in altri paesi se ne parla e si ride del popolo italiano ritenuto responsabile di tale situazione.

E' vero tu, bandiera appartieni al passato, sei cosa vecchia, poiché se tu esistessi, non potresti tacere in questa vile e meschina società degli interessi privati.

Le menzogne sul tuo conto ti hanno screditato, la propaganda dei media all'individualismo e all'arrivismo(che sempre presa fanno sull'uomo/ poiché sui suoi istinti agisce) ti hanno messo inginocchio, ma il colpo finale te lo stanno dando i baroni aspiranti alle poltrone, che nel tuo nome si dividono in mille famiglie, proprio in quest'era di multinazionali che sfruttano e omologano l'uomo, mai di più attuale sarebbe: “LAVORATORI di tutto il mondo UNITEVI”.

Così mi giungono all'orecchio le voci del popolo che dice: “Strana questa democrazia, simile alla televisione con tanti canali ma nessuno da guardare, così quando vado a votare tanti partiti, ma nessuno da votare”.

Si è appena conclusa la parte archeologica di quest'articolo con l'intento spero, di essere riuscito a togliere un po' del catrame e del fango, che ricoprivano la bandiera nel momento in cui fu ritrovata; qui segue la seconda parte dell'articolo, ovvero la parte estetica che allegoricamente tratta, ciò che a mio avviso bisogna fare.


Siedo e osservo la bandiera più rappresentata nel mondo, poiché la più rappresentativa che ci sia stata nel mondo (anche se quella che ho di fronte è nel particolare quella del P.C.I.).

Come la maggior parte delle bandiere ha una forma rettangolare, forse è una scelta di comodo rispetto ad altre forme, o forse è la maniera in cui l'uomo sceglie di rappresentare il figurativo.

Allo stesso modo infatti, la pagina o uno schermo hanno forma rettangolare, così come lo ha il quadro, che delimitato da una cornice si separa dal reale per proiettarci all'interno di sé, nell'immaginario.

La forma rettangolare è anche quella della porta, che ci permette di entrare o uscire da una situazione ad un'altra.

La bandiera comunista è la porta comunicante tra la realtà e il sogno utopico.

Le bandiere pur essendo delimitate da una forma rettangolare, non hanno a differenza del quadro una cornice, confinano con l'aria.

Un'asta le eleva verso l'alto, il cielo; dal cielo vigilano sulla terra sulla quale sono piantate.

Nell'essere piantate (dunque ferme) stanno ad indicare una conquista territoriale: “questa terra è di tal nazione”, l'alpinista pianta la sua bandiera sulla vetta, l'astronauta sulla luna, il soldato sulle terre conquistate...

Questo è un significato generale che possiamo riscontrare nella varietà delle bandiere, ma quella che ora qui stiamo osservando, ha una caratteristica propria e particolare che la distingue dalle altre,

il movimento.

La bandiera comunista l'abbiamo vista, portata in spalla o più affettuosamente in braccio per le strade e le piazze di tutti i cinque continenti, nell'essere in movimento non rappresenta una nazione,

ma incarna l'ideale filosofico marxista del movimento in continua trasformazione.

E' l'icona laica presente nelle manifestazioni che gridano uguaglianza e libertà, rappresenta l'ideale d' unione, come esplicita l'ormai noto motto che spesso l'ha accompagnata: “El pueblo unido jamás será vencido”.

Come tutte le bandiere è accarezzata dal vento, del quale però a differenza delle altre ne è consapevole, il vento come elemento di trasformazione, simbolo della rivoluzione compare sempre nelle canzoni popolari della tradizione comunista.

Nel corso del novecento in ogni lotta sociale e nelle rivoluzioni abbiamo visto la bandiera rossa, invece alla fine delle guerre la bandiera degli Stati Uniti alla quale poi seguivano banche e imprese.

Il suo colore dominante è il rosso, altro colore non poteva essere, poiché il rosso come la rosa rappresenta l'amore, come il cuore la passione, come il sangue la vita e allo stesso tempo la memoria dei compagni morti e feriti per liberarci dal fascismo, dunque l'amarena, e ancora il movimento dovrebbe essere nel rosso, erotico come la fragola, piccante come il peperoncino, ebbro come il vino, forte e trasformatore come il fuoco che purifica.

All'interno di questo rosso vi sono tre simboli di colore giallo: falce, martello e una stella, che ora andrò ad analizzare, ma prima devo chiarire sulla bandiera che sto osservando che è quella del P.C.I.

Il rosso di questa bandiera contiene un cerchio dove all'interno è rappresentata la bandiera rossa (con falce martello stella) piantata sul bianco della bandiera italiana e in alto la scritta partito comunista.

Questo cerchio interno chiarifica che il partito comunista italiano è indipendente dalle scelte di altri paesi comunisti, ma che con loro dialoga democraticamente per un progetto internazionalista e anticapitalista nel mondo.

Fatta questa breve parentesi possiamo tornare al giallo che rappresenta una luce nei tempi più bui,

i girasoli che sempre rivolgono il loro sguardo verso l'alto, il cielo, il sole.

Il giallo come il simbolo della stella rappresentano l'utopia, etimologicamente non-luogo, dunque l'irraggiungibile.

Il conservatore abbandonerà l'utopia significando il non-luogo come non raggiungibile, ma il rivoluzionario manterrà la propria tensione come nel Giudizio Universale di Michelangelo l'uomo mantiene la sua tensione a Dio senza riuscire mai a toccarlo.

Compito di un comunista non è sapere se una società perfetta, un paradiso sulla terra possa essere realizzato, ma tendere a questo, gli permette di migliorare di volta in volta le condizioni umane nell'inferno sociale nel quale vive.

E' proprio questa tensione che permise a Marx di scrivere, comunismo:movimento in continua trasformazione, non esiste altro fine che questo, il continuo miglioramento.

Il simbolo della stella rappresenta questa tensione, l'utopia; cinque punte come le dita della mano sinistra stretti a pugno, rappresentano la forza dell'unione delle diversità.

Sinistra è la parte del corpo umano più debole e indifesa(la parte emotiva), socialmente simboleggia la parte di tutti gli oppressi e sfruttati.

Ernesto Che Guevara nella nota lettera ai figli scriveva: “...Ricordatevi che l'importante è la rivoluzione e che ognuno di noi, solo, non vale nulla.

Sopratutto, siate capaci di sentire nel profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo.

E' la qualità più bella di un rivoluzionario.”

Il pugno sinistro è rivolto verso l'alto, verso un pensiero alto: il popolo unito sta per cambiare la sorte della propria esistenza.

Così arriviamo alla parola compagno che nella bandiera è raffigurata da due simboli: falce e martello, poiché essi rappresentavano la totalità del popolo lavoratore, il quale produceva i beni di prima necessità.

Questi simboli sono sì, dalla parte degli operai( e di tutti i lavoratori) in quanto sfruttati e alienati dal lavoro, ma direi che essi ci richiamino all'attenzione, dicendo chiaramente: artigiani e contadini.

Artigiani e non operai, lo possiamo comprendere oggi, quando il senegalese sottopagato a schiena piegata sotto il sole raccoglie per mesi i pomodori non conoscendo affatto l'agricoltura, egli non è un contadino ma un operaio della terra.

Artigiani e contadini ci apre verso un nuovo orizzonte non vecchio né sorpassato, ma attuale e di prima necessità delle condizioni lavorative, lottare per una società più giusta significa anche ridare all'uomo la possibilità di esprimere la propria creatività e recuperare il proprio rapporto con la natura.

Falce e martello simboli per rappresentare creatività nel lavoro e rapporto con la natura nella vita.

Il contadino conosce le stagioni e osserva il cielo, i cicli lunari, così che migliori siano i frutti del proprio lavoro, come il fabbro conosce il fuoco e i metalli.

In questo secondo millennio restano attuali le parole che nel 1934 scriveva Simone Weil poco più che ventenne: “L'ignoranza totale circa l'oggetto del proprio lavoro è enormemente demoralizzante.

Non si ha il senso che dai nostri sforzi esca un . Non ci si sente affatto .

Non si ha neppure coscienza del rapporto fra lavoro e salario.

L'attività pare arbitrariamente imposta e arbitrariamente retribuita.

Si ha l'impressione d'essere un po' come ragazzi ai quali la madre dà a infilar perline promettendo per dopo, le caramelle”(S.Weil, Fragments, in La condition ouvrière, pag.152) e ancora in Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale(Adelphi, pag 121):

“L'operaio non ha coscienza di guadagnarsi la vita esercitando la sua qualità di produttore; semplicemente l'impresa lo asservisce ogni giorno per lunghe ore, e gli concede ogni settimana una somma di denaro che gli dà il potere magico di suscitare in un istante prodotti già pronti, esattamente come i ricchi.

La presenza di innumerevoli disoccupati, la crudele necessità di mendicare un posto fanno apparire il salario piuttosto che un salario una elemosina.[...], così che il lavoro appare una schiavitù, il denaro come un favore.”

Solo quando il popolo prenderà coscienza di essere tale, riconoscerà nell'unione la sua unica forza,

allora sarà possibile risolvere la metà dei problemi di questo paese, che la crisi prima di essere economica è etica e morale, che l'economia è solo uno dei linguaggi dell'uomo e gli impone una sola visione reale dei fatti, ma parlando altri linguaggi si aprono nuovi spiragli, nuove possibilità.

Nuove associazioni, nuovi sindacati ne sono la prova e dovranno fare attenzione di non ricommettere gli stessi errori che altri in passato hanno commesso, ovvero si dovrà:

 

- Superare il ruolo del leader, poiché più un movimento cresce più si concentrano nel leader poteri che egli esercita e rappresenta; sono rari i casi nella storia dove l'uomo non si sia lasciato sedurre dal potere che egli stesso esercitava; Un unico leader incorre nel rischio di essere sempre ricattabile e corruttibile, inoltre quando si crea una delega col tempo ci si aspetta che il leader come un padre risolutore risolva i problemi, così il movimento perde la sua responsabilità civile e organizzativa che aveva alle sue origini, prova ne sono i partiti e i sindacati che pur avendo un passato di lotte e vittorie importanti, oggi inseguono interessi privati per se stessi e amici come possiamo vedere sul piano politico nazionale, come nelle aziende di tutto il paese le realtà sindacali; il leader è la maniera per aprire un abisso tra i lavoratori e la classe dirigente.

- Trovare sempre forme di contestazione e protesta civili e pacifiche, poiché la lotta armata gioca sempre a favore del potere che riesce a manipolare l'informazione(così nel programma della P2 trovato nel '76 Piano di rinascita democratica, impadronirsi della stampa, delle televisioni ed eliminare la RAI, evidentemente in atto).

- Dare nelle lotte la priorità al ruolo della cultura poiché l'unica capace di restituire coscienza e capacità critica agli individui. Prima di tutto, riniziare a sentire e a pensare.

- Il miglioramento delle condizioni umane e ambientali sono gli unici e veri oggetti di queste lotte.

 

Per quanto si siano percorse linee generali e allegoriche, è chiaro ormai che l'intento di quest'articolo, assomiglia più ad un appello di presenza ad un movimento fresco, che privo di nostalgie e retoriche sappia proiettarsi verso il presente e un futuro immediato, che trovi nell'altro il compagno non retorico di un regime ma di una passione; compagno, sola parola che allittera a campagna dunque vivace e solare, un compagno come fratello riconosciuto nel viaggio dell'esistenza vale più del fratello di sangue, di chi si è sposato nella condivisione e non con un contratto, la capacità di essere amante non nella valenza diffusa e borghese di chi tradisce il contratto e la moglie, ma amante come participio presente di amare, colui che continua l'azione di amare.

E' questa una convocazione alla cena dove scambiare esperienze e capire, dove si possa trovare insieme un modo di agire, per rendere migliore la vita e non solo un temporaneo passaggio.


 

Alla Bandiera Rossa

Per chi conosce solo il tuo colore, bandiera rossa,

tu devi realmente esistere, perché lui esista:

chi era coperto di croste è coperto di piaghe,

il bracciante diventa mendicante,

il napoletano calabrese, il calabrese africano,

l'analfabeta una bufala o un cane.

Chi conosceva solo il tuo colore, bandiera rossa,

sta per non conoscerti più, neanche coi sensi:

tu che già vanti tante glorie borghesi e operaie,

ridiventa straccio, e il più povero ti sventoli.

 

Da La religione del mio tempo (1955-1960)

Pier Paolo Pasolini

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• Wednesday 20 January 2010 - QUARTA CONFERENZA PROVINCIALE GIOVANI COMUNISTI

 

DOCUMENTI  CONFERENZA

1° Documento: "Una generazione di sogni conflitti e rivoluzioni"

http://www.giovanicomunisti.it/materiali/una_generazione_di_sogni_conflitti_e_rivoluzioni.pdf?u=gc

2° Documento: "Lottare, occupare, resistere!"

http://www.giovanicomunisti.it/materiali/lottare_occupare_resistere.pdf?u=gc


PUNTUALI E NUMEROSI










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• Friday 8 January 2010 - Comunicato stampa sui fatti di Rosarno

Link

• Sunday 15 November 2009 - FANTASMI DI PIETRA: grande prova di coraggio dei lavoratori Manuli

 

La presa d’atto del mancato accordo da parte di Stefania Pomante ( Segreteria nazionale FILCEM )
dopo tre ore di discussione serrata, è stata la conferma che c’erano motivazioni ed argomentazioni espresse dai lavoratori, troppo palesi per non essere prese in considerazione.
Gli operai hanno deciso di non mandare a casa 235 colleghi e allo stesso tempo si sono rifiutati di far lavorare 140 altri colleghi in quelle che, da “ipotesi d’accordo”, sembravano condizioni “al limite” della sopportabilità. Ci riferiamo alla totale mancanza di un piano industriale per il futuro, all’assenza degli addetti alla manutenzione, alla rinuncia di qualsiasi criterio di sicurezza sul luogo di lavoro e all’azzeramento di tanti diritti salariali acquisiti col tempo.
Allo stesso tempo un plauso dovrebbe anche venire dalle cittadine e dai cittadini. 
Grazie a questo mancato accordo gli Ascolani non vedranno salire le loro tasse a differenza di quello che Manuli aveva pensato di rifilarci, con la costruzione della “sua” linea elettrica fino allo stabilimento Oil&Marine, e con il cambio di destinazione d’uso dell’area per preparare una nuova speculazione edilizia tutto a spese del Comune e della Provincia di Ascoli Piceno.
Ecco cosa nascondeva il “vantaggioso” accordo.
E’ per questo che ci rattrista davvero molto, vedere titoli giornalistici che con sottili metafore calcistiche parlano di “Autogol”.
Gli stessi giornali ci presentano ogni giorno una guerra tra due blocchi sindacali nel mezzo dei quali muore la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori.
Questo scontro preferiamo trovarlo in atto più su alcuni titoli che non nella realtà, anche se non possiamo chiudere del tutto gli occhi di fronte a CGIL, CISL e UIL che, nonostante la bocciatura delle maestranze, non prendono atto della loro eccessiva morbidezza nei confronti di Manuli, ma si scagliano in maniera ingloriosa contro i lavoratori stessi, accusandoli di essere i diretti responsabili della chiusura dello stabilimento e avanzando strane accuse di “estremismo” a chi i lavoratori li ha sostenuti da subito e si sente non in diritto ma in dovere di farlo partecipando liberamente a tutte le assemblee davanti ai luoghi di lavoro.
Rispetto a UGL e SdL siamo convinti di poter chiedere e ripetere di provare metodi più efficaci per un lavoro in comune con gli altri sindacati e che una atteggiamento isolazionista non giova a nessuno. Per una buona riuscita di tutta questa faccenda abbiamo bisogno dell’intesa tra sindacati di base e confederali.
Noi di Rifondazione Comunista siamo convinti di avere il dovere di sostenere la lotta dei lavoratori, in quanto comportamento intrinseco alla natura del nostro partito.
Lo continueremo a fare in qualsiasi momento e luogo, dai presidi, alle manifestazioni comprese le riunioni. Non cambieremo la rotta che ormai da mesi ci vede al fianco delle maestranze.
Siamo convinti che gli operai con la bocciatura, oltre al mancato accordo abbiano chiesto a gran voce una direzione precisa di lotta che solo un sindacato unito e determinato gli può dare.
Oltre a questo ci teniamo ad esprimere tutta la nostra solidarietà per i due operai sospesi dall’ azienda giudicati colpevoli delle proteste che hanno portato ad un pacifico corteo interno alla Manuli nel mese passato. I lavoratori si stanno adoperando per una raccolta firme che conta già centinaia di adesioni in sostegno ai due colpiti da questo assurdo provvedimento “ad personam”.

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