
di Massimiliano Catani Segr. PRC Ascoli Piceno
Evidentemente il Sindaco Guido Castelli non ritiene dover informare gli ascolani sulle questioni che il Partito della Rifondazione Comunista ha posto nel precedente articolo del 30 settembre 2009.
In quell’articolo chiedevamo al Sindaco di chiarire la sua posizione in merito ad alcuni atteggiamenti tenuti da alcuni costruttori con le mani in pasta sul “Comparto Firenze” e che potremmo definire quantomeno sfacciati ed arroganti.
Da tempo tutti sappiamo che qualche costruttore già da anni aveva iniziato a firmare compromessi di vendita per gli appartamenti che dovevano essere costruiti proprio nell’area denominata “Comparto Firenze”.
Tutto normale se non fosse che la destinazione definitiva di quell’area e quindi l’autorizzazione a costruirci sopra mostri di cemento è avvenuta proprio nell’ultimo Consiglio Comunale di Ascoli Piceno e che quindi, quei costruttori, avevano firmato per anni compromessi “sul nulla”.
Le domande che ponemmo al Sindaco Guido Castelli il 30 settembre scorso sono le seguenti:
- come mai qualche costruttore aveva già la sicurezza in tasca di costruire in quell’area tanto da firmare compromessi d’acquisto? Se così hanno fatto, riteniamo che la certezza dovesse essere tanto forte e convincente se di fatto ha prodotto altrettanta sicurezza nei compratori che hanno firmato e “pagato la caparra” per un compromesso d’acquisto di un immobile che nei fatti non poteva essere costruito.
- Se questa sicurezza c’era ed era così forte, chi ha garantito a questi costruttori che l’area del “Comparto Firenze” sarebbe stata certamente svincolata? Non pensa Signor Sindaco che senza queste “certezze” nessuna parte (venditrice ed acquirente) avrebbe fatto atti che impongono ingenti anticipi ed ingenti penali in denaro?
Queste domande – tra l’altro – trovano giusto fondamento nell’ultimo Consiglio Comunale considerando che proprio un Consigliere Comunale, Marco Regnicoli, ha espressamente detto che non avrebbe votato il provvedimento riguardante il “Comparto Firenze” in virtù del fatto che uno dei firmatari di quei “compromessi al buio” è un suo (sprovveduto?) familiare.
A questi interrogativi fondati il Sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli, il nostro Sindaco, non ha ritenuto dover dare nessun cenno di risposta.
Evidentemente era troppo occupato in quei giorni ad organizzare il suo personalissimo show per i primi cento giorni da amministratore.
Ora che l’evento è passato e che i riflettori sono calati sul palco dell’autoincensamento, chiediamo gentilmente, anzi vogliamo, una risposta sia sul piano politico che amministrativo.
Personalmente penso, ed è l’opinione del Partito della Rifondazione Comunista di Ascoli Piceno che qui rappresento, che al di là delle indiscusse capacità esibizionistiche e dell’arte giullarberlusconiana dell’apparire, il Sindaco Guido Castelli – come il Re – sia realmente nudo, ma non di vesti bensì di idee e soprattutto surrealmente distaccato dalle reali necessità di cui la Nostra Città ed il Nostro Territorio hanno bisogno.
Vorrei ricordarle, Signor Sindaco, che l’atto che Lei ha fatto votare alla sua maggioranza in Consiglio Comunale non è quello che volevano i cittadini ascolani e nega di fatto a noi tutti l’unico “pezzo” di verde che era rimasto in quella zona del quartiere Luciani.
Inoltre questo atto iniziato dall’ex Sindaco Ing. Piero Celani, e da Lei brillantemente portato a termine, denuncia quanto poco attenta sia la politica del centro destra nei confronti dei cittadini e della comunità ascolana e quanto invece sia più che attenta e servile ai poteri economici che di fatto comandano Ascoli Piceno.
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