...già
da tempo aleggiavano i traditori della tua storia, progettando il tuo
assassinio, giustificandolo in nome di una (falsa) modernità, che altro
non era che un'operazione di marketing e design, tra loro vi erano
arrivisti del potere che avevano ceduto come le altre sinistre ad una
politica d'immagine, rispetto ad una politica di ideologia e critica
che tu bandiera rappresentavi.
Furono
i filosofi seguendo una lunga tradizione e gli artisti a generarti, ma
dimoravi nelle viscere del genere umano, poiché subito ti riconobbero
anche gli analfabeti di tutto il mondo; tra le bandiere sei l'unica che
fu amata dai popoli di tutto il pianeta, facendo comprendere che vi era
un unico popolo, il quale restando unito nella lotta avrebbe sostituito
la priorità della merce con la priorità della dignità umana.
Tu sognavi con fermezza la parità sociale, l'istruzione e la sanità per tutti.
Volevi liberare gli schiavi, eliminare il razzismo, sfamare i bambini malnutriti....
Chi
deteneva il potere e l'informazione ti coprì di calunnie e menzogne;
tuttora, anche se ormai è avvenuta la tua scomparsa, continuano a
diffamarti poiché hanno ancora paura della tua forza.
Tra i piduisti rappresenti il peggior nemico.
Oggi
sono arrivati a paragonarti al nazismo, ma tra le tue idee non
progettavi gulag e desideravi con la lotta di classe l'abolizione del
potere, dunque se qualcuno ha sbagliato non sei tu, ma gli uomini che
ti usarono per le loro visioni e i propri interessi.
Cara
bandiera, l'alzaimer sociale fa perdere prima la memoria di un passato
recente, dove tu che non governavi l'Italia, tanto sei riuscita lo
stesso a fare: riforme per la scuola e per la sanità, regolamentare il
lavoro(otto ore lavorative, ferie, malattia, pensioni, vietare lo
sfruttamento minorile), tu che per prima pagasti con le vite migliori
la tua lotta antifascista.
[L'elenco e la retorica eroica sviliscono la prosa, ma in questo caso necessarie e dovute per ricostruire una memoria storica]
In
questa Italia contemporanea si stanno perdendo tutti questi diritti,
ritorna a crescere il razzismo, la tratta degli schiavi che lavorano
senza essere regolarizzati e in pessime condizioni nelle fabbriche e
nei campi del sud, la prostituzione per le strade.
Ovunque
si respirano i sintomi di una dittatura e l'informazione è
imbavagliata, in altri paesi se ne parla e si ride del popolo italiano
ritenuto responsabile di tale situazione.
E' vero tu, bandiera appartieni al passato, sei cosa vecchia, poiché se tu esistessi, non potresti tacere in questa vile e meschina società degli interessi privati.
Le
menzogne sul tuo conto ti hanno screditato, la propaganda dei media
all'individualismo e all'arrivismo(che sempre presa fanno sull'uomo/
poiché sui suoi istinti agisce) ti hanno messo inginocchio, ma il colpo
finale te lo stanno dando i baroni aspiranti alle poltrone, che nel tuo
nome si dividono in mille famiglie, proprio in quest'era di
multinazionali che sfruttano e omologano l'uomo, mai di più attuale
sarebbe: “LAVORATORI di tutto il mondo UNITEVI”.
Così
mi giungono all'orecchio le voci del popolo che dice: “Strana questa
democrazia, simile alla televisione con tanti canali ma nessuno da
guardare, così quando vado a votare tanti partiti, ma nessuno da
votare”.
Si
è appena conclusa la parte archeologica di quest'articolo con l'intento
spero, di essere riuscito a togliere un po' del catrame e del fango,
che ricoprivano la bandiera nel momento in cui fu ritrovata; qui segue
la seconda parte dell'articolo, ovvero la parte estetica che
allegoricamente tratta, ciò che a mio avviso bisogna fare.
Siedo e
osservo la bandiera più rappresentata nel mondo, poiché la più
rappresentativa che ci sia stata nel mondo (anche se quella che ho di
fronte è nel particolare quella del P.C.I.).
Come
la maggior parte delle bandiere ha una forma rettangolare, forse è una
scelta di comodo rispetto ad altre forme, o forse è la maniera in cui
l'uomo sceglie di rappresentare il figurativo.
Allo
stesso modo infatti, la pagina o uno schermo hanno forma rettangolare,
così come lo ha il quadro, che delimitato da una cornice si separa dal
reale per proiettarci all'interno di sé, nell'immaginario.
La forma rettangolare è anche quella della porta, che ci permette di entrare o uscire da una situazione ad un'altra.
La bandiera comunista è la porta comunicante tra la realtà e il sogno utopico.
Le
bandiere pur essendo delimitate da una forma rettangolare, non hanno a
differenza del quadro una cornice, confinano con l'aria.
Un'asta le eleva verso l'alto, il cielo; dal cielo vigilano sulla terra sulla quale sono piantate.
Nell'essere
piantate (dunque ferme) stanno ad indicare una conquista territoriale:
“questa terra è di tal nazione”, l'alpinista pianta la sua bandiera
sulla vetta, l'astronauta sulla luna, il soldato sulle terre
conquistate...
Questo
è un significato generale che possiamo riscontrare nella varietà delle
bandiere, ma quella che ora qui stiamo osservando, ha una
caratteristica propria e particolare che la distingue dalle altre,
il movimento.
La
bandiera comunista l'abbiamo vista, portata in spalla o più
affettuosamente in braccio per le strade e le piazze di tutti i cinque
continenti, nell'essere in movimento non rappresenta una nazione,
ma incarna l'ideale filosofico marxista del movimento in continua trasformazione.
E'
l'icona laica presente nelle manifestazioni che gridano uguaglianza e
libertà, rappresenta l'ideale d' unione, come esplicita l'ormai noto
motto che spesso l'ha accompagnata: “El pueblo unido jamás será vencido”.
Come
tutte le bandiere è accarezzata dal vento, del quale però a differenza
delle altre ne è consapevole, il vento come elemento di trasformazione,
simbolo della rivoluzione compare sempre nelle canzoni popolari della
tradizione comunista.
Nel
corso del novecento in ogni lotta sociale e nelle rivoluzioni abbiamo
visto la bandiera rossa, invece alla fine delle guerre la bandiera
degli Stati Uniti alla quale poi seguivano banche e imprese.
Il
suo colore dominante è il rosso, altro colore non poteva essere, poiché
il rosso come la rosa rappresenta l'amore, come il cuore la passione,
come il sangue la vita e allo stesso tempo la memoria dei compagni
morti e feriti per liberarci dal fascismo, dunque l'amarena, e ancora
il movimento dovrebbe essere nel rosso, erotico come la fragola,
piccante come il peperoncino, ebbro come il vino, forte e trasformatore
come il fuoco che purifica.
All'interno
di questo rosso vi sono tre simboli di colore giallo: falce, martello e
una stella, che ora andrò ad analizzare, ma prima devo chiarire sulla
bandiera che sto osservando che è quella del P.C.I.
Il
rosso di questa bandiera contiene un cerchio dove all'interno è
rappresentata la bandiera rossa (con falce martello stella) piantata
sul bianco della bandiera italiana e in alto la scritta partito
comunista.
Questo
cerchio interno chiarifica che il partito comunista italiano è
indipendente dalle scelte di altri paesi comunisti, ma che con loro
dialoga democraticamente per un progetto internazionalista e
anticapitalista nel mondo.
Fatta questa breve parentesi possiamo tornare al giallo che rappresenta una luce nei tempi più bui,
i girasoli che sempre rivolgono il loro sguardo verso l'alto, il cielo, il sole.
Il giallo come il simbolo della stella rappresentano l'utopia, etimologicamente non-luogo, dunque l'irraggiungibile.
Il
conservatore abbandonerà l'utopia significando il non-luogo come non
raggiungibile, ma il rivoluzionario manterrà la propria tensione come
nel Giudizio Universale di Michelangelo l'uomo mantiene la sua tensione
a Dio senza riuscire mai a toccarlo.
Compito
di un comunista non è sapere se una società perfetta, un paradiso sulla
terra possa essere realizzato, ma tendere a questo, gli permette di
migliorare di volta in volta le condizioni umane nell'inferno sociale
nel quale vive.
E' proprio questa tensione che permise a Marx di scrivere, comunismo:movimento in continua trasformazione, non esiste altro fine che questo, il continuo miglioramento.
Il
simbolo della stella rappresenta questa tensione, l'utopia; cinque
punte come le dita della mano sinistra stretti a pugno, rappresentano
la forza dell'unione delle diversità.
Sinistra
è la parte del corpo umano più debole e indifesa(la parte emotiva),
socialmente simboleggia la parte di tutti gli oppressi e sfruttati.
Ernesto
Che Guevara nella nota lettera ai figli scriveva: “...Ricordatevi che
l'importante è la rivoluzione e che ognuno di noi, solo, non vale nulla.
Sopratutto, siate capaci di sentire nel profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo.
E' la qualità più bella di un rivoluzionario.”
Il
pugno sinistro è rivolto verso l'alto, verso un pensiero alto: il
popolo unito sta per cambiare la sorte della propria esistenza.
Così
arriviamo alla parola compagno che nella bandiera è raffigurata da due
simboli: falce e martello, poiché essi rappresentavano la totalità del
popolo lavoratore, il quale produceva i beni di prima necessità.
Questi
simboli sono sì, dalla parte degli operai( e di tutti i lavoratori) in
quanto sfruttati e alienati dal lavoro, ma direi che essi ci richiamino
all'attenzione, dicendo chiaramente: artigiani e contadini.
Artigiani
e non operai, lo possiamo comprendere oggi, quando il senegalese
sottopagato a schiena piegata sotto il sole raccoglie per mesi i
pomodori non conoscendo affatto l'agricoltura, egli non è un contadino
ma un operaio della terra.
Artigiani
e contadini ci apre verso un nuovo orizzonte non vecchio né sorpassato,
ma attuale e di prima necessità delle condizioni lavorative, lottare
per una società più giusta significa anche ridare all'uomo la
possibilità di esprimere la propria creatività e recuperare il proprio
rapporto con la natura.
Falce e martello simboli per rappresentare creatività nel lavoro e rapporto con la natura nella vita.
Il
contadino conosce le stagioni e osserva il cielo, i cicli lunari, così
che migliori siano i frutti del proprio lavoro, come il fabbro conosce
il fuoco e i metalli.
In
questo secondo millennio restano attuali le parole che nel 1934
scriveva Simone Weil poco più che ventenne: “L'ignoranza totale circa
l'oggetto del proprio lavoro è enormemente demoralizzante.
Non si ha il senso che dai nostri sforzi esca un . Non ci si sente affatto .
Non si ha neppure coscienza del rapporto fra lavoro e salario.
L'attività pare arbitrariamente imposta e arbitrariamente retribuita.
Si
ha l'impressione d'essere un po' come ragazzi ai quali la madre dà a
infilar perline promettendo per dopo, le caramelle”(S.Weil, Fragments, in La condition ouvrière, pag.152) e ancora in Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale(Adelphi, pag 121):
“L'operaio
non ha coscienza di guadagnarsi la vita esercitando la sua qualità di
produttore; semplicemente l'impresa lo asservisce ogni giorno per
lunghe ore, e gli concede ogni settimana una somma di denaro che gli dà
il potere magico di suscitare in un istante prodotti già pronti,
esattamente come i ricchi.
La
presenza di innumerevoli disoccupati, la crudele necessità di mendicare
un posto fanno apparire il salario piuttosto che un salario una
elemosina.[...], così che il lavoro appare una schiavitù, il denaro
come un favore.”
Solo quando il popolo prenderà coscienza di essere tale, riconoscerà nell'unione la sua unica forza,
allora
sarà possibile risolvere la metà dei problemi di questo paese, che la
crisi prima di essere economica è etica e morale, che l'economia è solo
uno dei linguaggi dell'uomo e gli impone una sola visione reale dei
fatti, ma parlando altri linguaggi si aprono nuovi spiragli, nuove
possibilità.
Nuove
associazioni, nuovi sindacati ne sono la prova e dovranno fare
attenzione di non ricommettere gli stessi errori che altri in passato
hanno commesso, ovvero si dovrà:
-
Superare il ruolo del leader, poiché più un movimento cresce più si
concentrano nel leader poteri che egli esercita e rappresenta; sono
rari i casi nella storia dove l'uomo non si sia lasciato sedurre dal
potere che egli stesso esercitava; Un unico leader incorre nel rischio
di essere sempre ricattabile e corruttibile, inoltre quando si crea una
delega col tempo ci si aspetta che il leader come un padre risolutore
risolva i problemi, così il movimento perde la sua responsabilità
civile e organizzativa che aveva alle sue origini, prova ne sono i
partiti e i sindacati che pur avendo un passato di lotte e vittorie
importanti, oggi inseguono interessi privati per se stessi e amici come
possiamo vedere sul piano politico nazionale, come nelle aziende di
tutto il paese le realtà sindacali; il leader è la maniera per aprire
un abisso tra i lavoratori e la classe dirigente.
-
Trovare sempre forme di contestazione e protesta civili e pacifiche,
poiché la lotta armata gioca sempre a favore del potere che riesce a
manipolare l'informazione(così nel programma della P2 trovato nel '76
Piano di rinascita democratica, impadronirsi della stampa, delle
televisioni ed eliminare la RAI, evidentemente in atto).
-
Dare nelle lotte la priorità al ruolo della cultura poiché l'unica
capace di restituire coscienza e capacità critica agli individui. Prima
di tutto, riniziare a sentire e a pensare.
- Il miglioramento delle condizioni umane e ambientali sono gli unici e veri oggetti di queste lotte.
Per
quanto si siano percorse linee generali e allegoriche, è chiaro ormai
che l'intento di quest'articolo, assomiglia più ad un appello di
presenza ad un movimento fresco, che privo di nostalgie e retoriche
sappia proiettarsi verso il presente e un futuro immediato, che trovi
nell'altro il compagno non retorico di un regime ma di una passione;
compagno, sola parola che allittera a campagna dunque vivace e solare,
un compagno come fratello riconosciuto nel viaggio dell'esistenza vale
più del fratello di sangue, di chi si è sposato nella condivisione e
non con un contratto, la capacità di essere amante non nella valenza
diffusa e borghese di chi tradisce il contratto e la moglie, ma amante
come participio presente di amare, colui che continua l'azione di amare.
E'
questa una convocazione alla cena dove scambiare esperienze e capire,
dove si possa trovare insieme un modo di agire, per rendere migliore la
vita e non solo un temporaneo passaggio.
Alla Bandiera Rossa
Per chi conosce solo il tuo colore, bandiera rossa,
tu devi realmente esistere, perché lui esista:
chi era coperto di croste è coperto di piaghe,
il bracciante diventa mendicante,
il napoletano calabrese, il calabrese africano,
l'analfabeta una bufala o un cane.
Chi conosceva solo il tuo colore, bandiera rossa,
sta per non conoscerti più, neanche coi sensi:
tu che già vanti tante glorie borghesi e operaie,
ridiventa straccio, e il più povero ti sventoli.
Da La religione del mio tempo (1955-1960)
Pier Paolo Pasolini