Rifondazione Comunista Ascoli Piceno

Rifondazione Comunista Ascoli Piceno

• Wednesday 20 January 2010 - QUARTA CONFERENZA PROVINCIALE GIOVANI COMUNISTI

 

DOCUMENTI  CONFERENZA

1° Documento: "Una generazione di sogni conflitti e rivoluzioni"

http://www.giovanicomunisti.it/materiali/una_generazione_di_sogni_conflitti_e_rivoluzioni.pdf?u=gc

2° Documento: "Lottare, occupare, resistere!"

http://www.giovanicomunisti.it/materiali/lottare_occupare_resistere.pdf?u=gc


PUNTUALI E NUMEROSI










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• Friday 8 January 2010 - Comunicato stampa sui fatti di Rosarno

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• Sunday 15 November 2009 - FANTASMI DI PIETRA: grande prova di coraggio dei lavoratori Manuli

 

La presa d’atto del mancato accordo da parte di Stefania Pomante ( Segreteria nazionale FILCEM )
dopo tre ore di discussione serrata, è stata la conferma che c’erano motivazioni ed argomentazioni espresse dai lavoratori, troppo palesi per non essere prese in considerazione.
Gli operai hanno deciso di non mandare a casa 235 colleghi e allo stesso tempo si sono rifiutati di far lavorare 140 altri colleghi in quelle che, da “ipotesi d’accordo”, sembravano condizioni “al limite” della sopportabilità. Ci riferiamo alla totale mancanza di un piano industriale per il futuro, all’assenza degli addetti alla manutenzione, alla rinuncia di qualsiasi criterio di sicurezza sul luogo di lavoro e all’azzeramento di tanti diritti salariali acquisiti col tempo.
Allo stesso tempo un plauso dovrebbe anche venire dalle cittadine e dai cittadini. 
Grazie a questo mancato accordo gli Ascolani non vedranno salire le loro tasse a differenza di quello che Manuli aveva pensato di rifilarci, con la costruzione della “sua” linea elettrica fino allo stabilimento Oil&Marine, e con il cambio di destinazione d’uso dell’area per preparare una nuova speculazione edilizia tutto a spese del Comune e della Provincia di Ascoli Piceno.
Ecco cosa nascondeva il “vantaggioso” accordo.
E’ per questo che ci rattrista davvero molto, vedere titoli giornalistici che con sottili metafore calcistiche parlano di “Autogol”.
Gli stessi giornali ci presentano ogni giorno una guerra tra due blocchi sindacali nel mezzo dei quali muore la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori.
Questo scontro preferiamo trovarlo in atto più su alcuni titoli che non nella realtà, anche se non possiamo chiudere del tutto gli occhi di fronte a CGIL, CISL e UIL che, nonostante la bocciatura delle maestranze, non prendono atto della loro eccessiva morbidezza nei confronti di Manuli, ma si scagliano in maniera ingloriosa contro i lavoratori stessi, accusandoli di essere i diretti responsabili della chiusura dello stabilimento e avanzando strane accuse di “estremismo” a chi i lavoratori li ha sostenuti da subito e si sente non in diritto ma in dovere di farlo partecipando liberamente a tutte le assemblee davanti ai luoghi di lavoro.
Rispetto a UGL e SdL siamo convinti di poter chiedere e ripetere di provare metodi più efficaci per un lavoro in comune con gli altri sindacati e che una atteggiamento isolazionista non giova a nessuno. Per una buona riuscita di tutta questa faccenda abbiamo bisogno dell’intesa tra sindacati di base e confederali.
Noi di Rifondazione Comunista siamo convinti di avere il dovere di sostenere la lotta dei lavoratori, in quanto comportamento intrinseco alla natura del nostro partito.
Lo continueremo a fare in qualsiasi momento e luogo, dai presidi, alle manifestazioni comprese le riunioni. Non cambieremo la rotta che ormai da mesi ci vede al fianco delle maestranze.
Siamo convinti che gli operai con la bocciatura, oltre al mancato accordo abbiano chiesto a gran voce una direzione precisa di lotta che solo un sindacato unito e determinato gli può dare.
Oltre a questo ci teniamo ad esprimere tutta la nostra solidarietà per i due operai sospesi dall’ azienda giudicati colpevoli delle proteste che hanno portato ad un pacifico corteo interno alla Manuli nel mese passato. I lavoratori si stanno adoperando per una raccolta firme che conta già centinaia di adesioni in sostegno ai due colpiti da questo assurdo provvedimento “ad personam”.

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• Sunday 11 October 2009 - VOGLIAMO RISPOSTE SUL "COMPARTO FIRENZE"

 

di Massimiliano Catani Segr. PRC Ascoli Piceno

 

Evidentemente il Sindaco Guido Castelli non ritiene dover informare gli ascolani sulle questioni che il Partito della Rifondazione Comunista ha posto nel precedente articolo del 30 settembre 2009.

In quell’articolo chiedevamo al Sindaco di chiarire la sua posizione in merito ad alcuni atteggiamenti tenuti da alcuni costruttori con le mani in pasta sul “Comparto Firenze” e che potremmo definire quantomeno sfacciati ed arroganti.

Da tempo tutti sappiamo che qualche costruttore già da anni aveva iniziato a firmare compromessi di vendita per gli appartamenti che dovevano essere costruiti proprio nell’area denominata “Comparto Firenze”.

Tutto normale se non fosse che la destinazione definitiva di quell’area e quindi l’autorizzazione a costruirci sopra mostri di cemento è avvenuta proprio nell’ultimo Consiglio Comunale di Ascoli Piceno e che quindi, quei costruttori, avevano firmato per anni compromessi “sul nulla”.

Le domande che ponemmo al Sindaco Guido Castelli il 30 settembre scorso sono le seguenti:

  • come mai qualche costruttore aveva già la sicurezza in tasca di costruire in quell’area tanto da firmare compromessi d’acquisto? Se così hanno fatto, riteniamo che la certezza dovesse essere tanto forte e convincente se di fatto ha prodotto altrettanta sicurezza nei compratori che hanno firmato e “pagato la caparra”  per un compromesso d’acquisto di un immobile che nei fatti non poteva essere costruito.
  • Se questa sicurezza c’era ed era così forte, chi ha garantito a questi costruttori che l’area del “Comparto Firenze” sarebbe stata certamente svincolata? Non pensa Signor Sindaco che senza queste “certezze” nessuna parte (venditrice ed acquirente) avrebbe fatto atti che impongono ingenti anticipi ed ingenti penali in denaro?

Queste domande – tra l’altro – trovano giusto fondamento nell’ultimo Consiglio Comunale considerando che proprio un Consigliere Comunale, Marco Regnicoli, ha espressamente detto che non avrebbe votato il provvedimento riguardante il “Comparto Firenze” in virtù del fatto che uno dei firmatari di quei “compromessi al buio”  è un suo (sprovveduto?) familiare.

A questi interrogativi fondati il Sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli, il nostro Sindaco,  non ha ritenuto dover dare nessun cenno di risposta.

Evidentemente era troppo occupato in quei giorni ad organizzare il suo personalissimo show per i primi cento giorni da amministratore.

Ora che l’evento è passato e che i riflettori sono calati sul palco dell’autoincensamento, chiediamo gentilmente, anzi vogliamo,  una risposta sia sul piano politico che amministrativo.

Personalmente penso, ed è l’opinione del Partito della Rifondazione Comunista di Ascoli Piceno che qui rappresento, che al di là delle indiscusse capacità esibizionistiche e dell’arte giullarberlusconiana dell’apparire, il Sindaco Guido Castelli – come il Re – sia realmente nudo, ma non di vesti bensì di idee e soprattutto surrealmente distaccato dalle reali necessità di cui la Nostra Città ed il Nostro Territorio hanno bisogno.

Vorrei ricordarle, Signor Sindaco, che l’atto che Lei ha fatto votare alla sua maggioranza in Consiglio Comunale non è quello che volevano i cittadini ascolani e nega di fatto a noi tutti l’unico “pezzo” di verde che era rimasto in quella zona del quartiere Luciani.

Inoltre questo atto iniziato dall’ex Sindaco Ing. Piero Celani, e da Lei brillantemente portato a termine, denuncia quanto poco attenta sia la politica del centro destra nei confronti dei cittadini e della comunità ascolana e quanto invece sia più che attenta e servile ai poteri economici che di fatto comandano Ascoli Piceno.

 

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• Monday 28 September 2009 - RESISTENZA COMUNISTA

 

 

Comunicato del Circolo del Partito della Rifondazione Comunista

"Peppe Fanesi" di Ascoli Piceno

 

Care compagne e compagni
Questo è un piccolo doveroso resoconto sul lavoro svolto dal circolo nell’ultimo mese e mezzo, per riportare la comunicazione nel partito al ruolo d’importanza che si merita.
Specialmente sulla manifestazione del 19 settembre scorso, tante sono state le incertezze e le preoccupazioni riferiteci dai compagni su due temi in particolare:
1) Presenza dei fascisti al “presidio Manuli”
2) Dubbi sulla divisione tra il corteo di Ascoli e quello di Pagliare.
Sul secondo punto dobbiamo dire che la linea adottata dal partito è stata sicuramente azzeccata. Richiedere l’unificazione dei due cortei e poi, essere presenti ad entrambi è stata davvero la cosa più intelligente da fare.
Ad Ascoli grazie al nostro quotidiano impegno di fronte ai luoghi di lavoro, ed essendo stati i promotori del “Coordinamento Operaio” (poi diventato “Coordinamento dei lavoratori del Piceno”), il partito è riuscito a ritagliarsi uno spazio di rispetto tra i lavoratori. Essere presenti a tutte le assemblee e durante i momenti più difficili (come alle 5:00 del mattino del 31 agosto quando Manuli ha fatto finta di riaprire…) ci ha reso parte attiva della protesta.
E’ per questo che il circolo il 19 era ad Ascoli. E anche se ci siamo subordinati alle scelte dei lavoratori sull’assenza di simboli, siamo comunque riusciti a portare la linea del partito all’interno del corteo. Non a caso il nostro striscione riportava lo slogan “UNITA’ DEI LAVORATORI, SCIOPERO GENERALE”. Nel comizio finale (che siamo riusciti a spuntare dopo non poche, difficili assemblee) abbiamo ribadito la vicinanza con i lavoratori che avevano scelto di stare a Pagliare  e quanto fosse necessaria l’unità sindacale per la proclamazione dello sciopero generale provinciale, raccogliendo il consenso dei manifestanti.
Sentiamo in questa sede il bisogno di ringraziare calorosamente tutti i lavoratori che ci hanno seguito dietro il nostro spezzone e in special modo quelli di INALCA, TERIM, FERRARI e MASERATI (venuti da Modena) e i compagni della MINARELLI e BONFIGLIOLI (Bologna).
Sul primo punto (la presenza dei fasci nella mobilitazione) il circolo ha dovuto fare delle considerazioni.
E’ un dato di fatto la nostra minoranza numerica rispetto alla destra, rappresentata in maggioranza da Casa Pound e da gruppuscoli  male organizzati, vicini agli ambienti ultrà.
Casa Pound, per la manifestazione di Ascoli, ha smosso addirittura il suo coordinatore nazionale Gianluca Iannone al fine di “MARCIARE uniti per non MARCIRE divisi” nella nostra città.
E’ proprio questo “marciare per non marcire” che ci ha dato una spinta ulteriore a stare ad Ascoli il 19 a fare resistenza attiva, a parteggiare.
Siamo l’unico partito presente nella mobilitazione e siamo gli unici comunisti. Tutti questi presupposti ci hanno obbligato a non lasciare la città nelle mani dei “fascisti del terzo millennio”.
Il risultato politico è evidente: i lavoratori ci rispettano soprattutto per la nostra condotta morale. Attraverso questo rispetto, riusciamo a far passare le nostre idee.

Citando Lenin:
“il partito comunista è il cuore e il cervello della classe operaia e per il partito non c’è movimento a cui partecipano masse di lavoratori troppo basso o impuro”

La notizia del ritiro della mobilità alla Manuli e della presentazione di un piano industriale entro il 6 ottobre è un risultato ottenuto dalla mobilitazione dei lavoratori appoggiata dal PRC.
E’ una piccola goccia, ma nessuno ci aveva detto che la lotta non fosse dura.

 

Saluti comunisti
PRC ASCOLI

 

 

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